
informativa 5 min di lettura
Squero di San Trovaso e storia della gondola, dal 1094 a oggi
Aggiornato il 27 ottobre 2026
In breve: lo Squero di San Trovaso (Seicento) è uno dei pochissimi cantieri dove si costruiscono ancora gondole, e la storia della gondola veneziana risale almeno al 1094, quando la barca viene nominata per la prima volta. Nel Cinquecento Venezia aveva circa 10.000 gondole di ogni tipo; nel 1878 circa 4.000; oggi circa 400, quasi tutte per i visitatori. Le gondole sono nere perché le leggi suntuarie di Venezia vietavano i colori vistosi. La gondola moderna, a forma di banana e asimmetrica, ha preso forma nell’Ottocento, e in seguito la città ne ha bloccato il disegno. Ognuna è costruita con 280 pezzi fatti a mano di otto legni in circa due mesi, in cantieri chiamati squeri come lo Squero di San Trovaso.
Qual è la storia della gondola a Venezia?
Venezia è una città di isole, quindi le barche sono venute prima delle strade. La gondola è nominata per la prima volta in un documento del 1094, e fa parte della vita veneziana dall’XI secolo, secondo la voce di Wikipedia sulla gondola. Nessuno ha mai stabilito con certezza da dove venga la parola «gondola».
Per la maggior parte della sua storia la gondola è stata un mezzo di trasporto quotidiano in una città senza strade per i carri. Ecco perché un tempo i numeri erano così alti. Nel Cinquecento Venezia aveva circa 10.000 gondole di ogni tipo. Le stime per il Seicento e il Settecento parlano ancora di 8.000-10.000.
Le gondole più antiche avevano spesso una piccola cabina chiamata felze. Teneva all’asciutto i passeggeri d’inverno e li nascondeva agli sguardi curiosi. I felzi sono durati fino all’inizio del Novecento. D’estate, tende leggere chiamate tendalin facevano ombra fino a metà degli anni Cinquanta circa.
La gondola ha perso lentamente il suo ruolo quotidiano. Nel 1878 il numero era sceso a circa 4.000. Oggi ne restano in servizio circa 400, e quasi tutte portano visitatori alle tariffe fissate dal Comune di Venezia: 90 € per 30 minuti di giorno e 110 € per 35 minuti dalle 19:00, a barca. La gondola sopravvive anche nel traghetto, una barca a due remi che attraversa il Canal Grande, e nelle regate come la Regata Storica della prima domenica di settembre.
Perché le gondole sono nere?
Le gondole sono nere a causa delle leggi suntuarie di Venezia. Queste leggi limitavano quanta ricchezza si potesse ostentare in pubblico, dagli abiti alle barche. Una semplice barca nera non mette in mostra la ricchezza di nessuno. Wikipedia riporta la regola ma non ne indica la data, quindi non la diamo neanche noi.
Il nero è rimasto. Oggi è semplicemente l’aspetto di una gondola, e il divieto delle barche sfarzose è diventato parte dello stile della città.
Come si costruisce una gondola?
Le gondole si costruiscono a mano in un cantiere chiamato squero. I numeri, secondo Wikipedia:
- 280 pezzi fatti a mano
- Otto tipi di legno: tiglio, rovere, mogano, noce, ciliegio, abete, larice e olmo
- Circa due mesi per costruirla
- Circa 38.000 € per una gondola nuova nel 2013
- Fino a 11 m di lunghezza, circa 1,6 m di larghezza e circa 350 kg
Il trucco chiave del progetto è la forma. Una gondola è asimmetrica nel senso della lunghezza: un lato è più curvo dell’altro. Questa inclinazione contrasta il remo unico del gondoliere, così la barca va dritta. La forma moderna, simile a una banana, fu sviluppata nell’Ottocento dal costruttore Tramontin. A metà del Novecento la città vietò ulteriori modifiche al disegno.
Due pezzi di metallo e di legno completano la barca. Il ferro, a prua, è un ornamento ma serve anche a bilanciare il peso del gondoliere a poppa. La forcola è lo scalmo di legno intagliato che dà al remo diverse posizioni per vogare, girare e fermarsi. La storia diffusa secondo cui i sei denti del ferro rappresenterebbero i sei sestieri di Venezia è, dice Wikipedia, una leggenda metropolitana: le foto d’epoca mostrano quattro o cinque denti.
Lo Squero di San Trovaso
Se vuoi vedere dove si fanno le gondole, vai allo Squero di San Trovaso. Si trova sul Rio San Trovaso a Dorsoduro e risale al Seicento. Il suo edificio in legno sembra una casa di montagna, non un palazzo veneziano. La Wikipedia italiana collega questo aspetto ai tanti maestri d’ascia che venivano dalle montagne del Cadore.
È uno dei pochissimi squeri ancora in attività. Oggi costruisce e ripara solo gondole. È un cantiere al lavoro, quindi lo guardi dall’altra riva del canale invece di entrare. Lo trovi su Google Maps.
Quante gondole ci sono oggi a Venezia?
Circa 400, con circa 400 gondolieri con licenza a condurle. Le licenze sono a numero limitato, e ogni gondoliere si forma per circa 400 ore e supera un esame prima di portare i visitatori. Leggi di più nella nostra guida ai gondolieri di Venezia, e scopri la barca nella guida alla gondola di Venezia.
Il modo migliore per sentire questa storia è dall’acqua. Confronta i giri in gondola per trovare un posto condiviso o una barca privata, oppure verifica quanto costa un giro a uno stazio delle gondole.
Verifica prezzi e date
Prenota i biglietti in anticipo: le fasce orarie più richieste vanno esaurite.
Domande frequenti
Quanto è antica la gondola di Venezia?
La gondola è a Venezia almeno dall'XI secolo. La prima menzione conosciuta del suo nome risale al 1094.
Perché le gondole sono nere?
Le leggi suntuarie di Venezia, che limitavano l'ostentazione della ricchezza, imponevano di dipingere le gondole di nero. Il colore è diventato tradizione ed è rimasto.
Quante gondole ci sono a Venezia?
Oggi ne sono in servizio circa 400, quasi tutte noleggiate dai visitatori. Nel Cinquecento c'erano circa 10.000 gondole di ogni tipo, e circa 4.000 nel 1878.
Come si costruisce una gondola?
In un cantiere chiamato squero, con 280 pezzi fatti a mano di otto legni: tiglio, rovere, mogano, noce, ciliegio, abete, larice e olmo. Per costruire una gondola servono circa due mesi, e nel 2013 costava circa 38.000 €.
Dove si possono vedere le gondole in costruzione?
Lo Squero di San Trovaso, sul Rio San Trovaso a Dorsoduro, risale al Seicento e costruisce e ripara ancora gondole. È uno dei pochissimi squeri ancora in attività.
Fonti